L'antimafia in Bottega...
...coi prodotti di Libera Terra
24 febbraio 2009
Un pacco di pasta, la passata di pomodoro, una bottiglia di vino:
cosa c'entra questo con la lotta alle Mafie? C'entra! Perché questi
sono i prodotti delle cooperative di Libera Terra, sorte nei terreni
confiscati a Cosa Nostra, alla 'Ndrangheta, alla Sacra Corona Unita, alla Camorra.
Da anni noi della bottega L'Acqua Cheta teniamo questi prodotti sui nostri scaffali e
li vendiamo al pubblico come facciamo con i prodotti del Commercio Equo e
Solidale. Da quest'anno, però, abbiamo deciso di fare un passo in più: vogliamo
diventare soci di Libera l'associazione antimafia che è un coordinamento di
associazioni presente su tutto il territorio nazionale e anche all'estero: abbiamo
deciso che tra le oltre 1300 realtà che compongono la sua rete di rapporti vogliamo
esserci anche noi!
Per questo motivo martedì 24 febbraio abbiamo deciso di organizzare un incontro
con Alessandra Pastore, referente sul territorio pistoiese di Libera Toscana e
coordinatrice del neonato coordinamento provinciale di Libera. L'incontro, rivolto ai
soci della associazione, voleva essere un approfondimento/aggiornamento per i
volontari: una specie di incontro di formazione interno.
Come nasce Libera e perché: Nata nel 1995, per volontà di Don Luigi Ciotti, 'Libera,
associazioni, nomi e numeri contro le mafie', è una rete di realtà, scuole e associazioni
che vogliono impegnarsi, ognuna nel proprio settore, nella lotta alle mafie. Nata in seguito
a un periodo tragico per la giustizia e per lo Stato italiano, in cui in pochi anni la mafia
uccide magistrati (Falcone e Borsellino) e adotta addirittura una strategia stragista (via dei
Georgofili a Firenze), Libera vuole iniziare a sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi
della legalità e dell'antimafia. In un primo momento le associazioni aderenti erano 400 ;
attualmente sono oltre 1300. Inoltre il 60% delle università italiane hanno firmato dei
protocolli d'intesa con Libera e 4000 scuole aderiscono ai suoi progetti. Per mantenersi
fuori da logiche partitiche gli enti pubblici come i Comuni e le Province non possono
aderire a Libera; possono tuttavia prendere parte a 'Avviso Pubblico' che è la rete degli
enti locali che collaborano e condividono le finalità di Libera.
Nel 1996, dopo aver raccolto un milione di firme, Libera propone e ottiene dal Parlamento
la L.109/96 che prevede che i beni confiscati alle mafie siano destinati ad usi sociali. Su
questi terreni oggi molte cooperative iscritte a Libera coltivano prodotti che vengono poi
venduti in tutta Italia, restituendo, così, dignità e legalità a quelle terre.
Questi prodotti sono quelli che abbiamo anche noi in bottega!!
Le cooperative di Libera Terra: Le cooperative sono in Sicilia, Calabria e Puglia.
- Terre di Puglia è nata da un anno, ma è già stata vittima di atti vandalici e minacce,
rivolte in particolare contro il suo presidente, Alessandro Leo.
- Valle del Marro, che produce miele, peperoncino, melanzane e olio nelle terre confiscate
alla mafia calabrese, la 'Ndrangheta.
- Placido Rizzotto, che produce vino in Sicilia
- Cooperativa Pio La Torre, di di San Giuseppe Jato.
La cooperativa 'Lavoro e non solo', inoltre, utilizza il marchio di Libera, e fa parte del
progetto dell'Arci 'Liberarci dalle spine'.
Gli eventi nazionali e prossimi appuntamenti: Libera ha la sede centrale a Roma, ma si
dirama in vari coordinamenti territoriali a carattere regionale e provinciale. Ci sono però
alcuni momenti in cui tutti i soci di Libera si ritrovano partecipando a grandi eventi
nazionali tra cui.
-la Carovana antimafia, che l'anno scorso, nel suo tour toscano, è partita proprio da
Montecatini.
-Il progetto Albachiara, rivolto alle scuole superiori di tutta Italia che ha come
appuntamento fisso annuale, a ottobre, il Campus di Montecatini a cui partecipano ogni
anno migliaia di studenti.
-Nel progetto Albachiara rientra anche la partecipazione alla Giornata della memoria e
dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie il 21 marzo, primo giorno di primavera,
simbolo della vita che rinasce. La giornata consiste nell'organizzazione di una marcia
nazionale per ricordare le oltre 650 vittime innocenti della mafia e per sostenere le loro
famiglie che ancora, nella stragrande maggioranza dei casi, non sanno la verità sulla
morte dei loro cari: questi omicidi non hanno ancora i colpevoli.
Quest'anno la marcia si terrà a Napoli. Il 19 Marzo a Casal di Principe, nel Casertano,
verrà inoltre ricordato Don Giuseppe Diana, che fu ucciso mentre si preparava a dire la
messa perché voleva porre fine a quel perverso rapporto che a volte lega la dimensione
religiosa popolare (come l'organizzazione di processioni, ecc) alla criminalità organizzata.
Oggi Don Beppe Diana avrebbe solo 51 anni. Era del '58.
A Pistoia: c'è un coordinamento provinciale di Libera che ha sede al circolo Oscar
Romero di Santomato che, con l'aiuto di tutti, ha gli obbiettivi di promuovere le iniziative di
Libera, ma anche monitorare il territorio sul fenomeno dell'usura, sulla assegnazione dei
beni confiscati, ecc...
In preparazione alla giornata della memoria delle vittime delle mafie:
-l'11 marzo al cinema Globo verrà proiettato, la mattina per le scuole, il film Gomorra.
-per partecipare alla marcia nazionale a Napoli, la Provincia di Pistoia mette a disposizione
alcuni autobus, con partenza la mattina molto presto e rientro in serata.
-la nostra bottega L'Acqua Cheta dedicherà la vetrina alla giornata della memoria delle
vittime delle mafie.
Buone nuove: lo scorso 9 febbraio è stata inaugurata nel Trapanese la
' Libera Calcestruzzi Ericina ', un
cementificio, prima in mano a una potente famiglia mafiosa, poi confiscato a seguito di
indagini della magistratura. La confisca dell'azienda però, se da una parte significava una
vittoria della giustizia sulla mafia, dall'altra comportava la perdita di posti di lavoro per tutti
gli operai che ci lavoravano. Libera ha così deciso di iniziare un'avventura che si è
conclusa, dopo tante lotte e difficoltà, con la costituzione di una cooperativa formata dagli
stessi operai dell'azienda. Questa cooperativa ha così inaugurato la Calcestruzzi Ericina,
grazie al coraggio e all'impegno di questi operai che, se prima lavoravano alle dipendenze
dei mafiosi, adesso lavorano liberamente in proprio all'interno della cooperativa.
"è molto importante -sottolinea Alessandra Pastore- sostenere queste cooperative con
manifestazioni di solidarietà e acquistando i loro prodotti. La mafia, infatti, molto spesso
crea il vuoto intorno a queste cooperative, facendo in modo che la gente non compri i loro
prodotti. Togliere terreni alla mafia, significa infatti, incrinare il controllo della mafia sul
territorio, per questo sono numerosi i casi di minacce o di isolamento nei confronti dei
lavoratori di queste cooperative. L'oppressione spesso è anche di tipo psicologico. Alcuni
esempi quotidiani: può accadere, ad esempio, che i figli dei soci delle cooperative di
Libera non vengano invitati ai compleanni dei loro compagni di classe, oppure, soprattutto
qualche anno fa, accadeva che ai volontari dei campi di lavoro presso le cooperative
venisse negato il caffè al bar: per loro il caffè non c'era. Il controllo sul territorio si sviluppa
per questi canali, oltre che con il pizzo di cui la mafia si serve non soltanto per un fattore
economico (rappresenta soltanto il 16% del guadagno della mafia) ma soprattutto per
mantenere l'egemonia sul territorio".